Il Ponte Romano
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Il Ponte Romano del Calich: Un Viaggio nel Tempo e nella Storia
Immagina di percorrere un antico tracciato romano che collegava le suggestive località di Turris Libisonis (Porto Torres) avventurandoti verso il misterioso Sulcis. Lungo questo percorso intriso di storia e fascino, sorge imponente il Ponte romano del Calich, testimone silenzioso di epoche passate e di avvenimenti che hanno plasmato la sua imponente struttura.
Attraverso due millenni, questo ponte ha vissuto una vera e propria epopea: dalla maestosa ristrutturazione medievale ai rimaneggiamenti successivi che ne hanno preservato l’integrità fino al 1927. In quell’anno cruciale prese corpo la realizzazione del “Villaggio Calik” (tutt’oggi esistente a nord del ponte stradale) ad opera della Società Bonifiche Sarde e, poco dopo, per necessità di far passare la regia draga “Sassari”, oltre che per scavi successivi, dieci arcate caddero vittime delle opere di bonifica dell’area segnando un momento di svolta nella storia del ponte e migliorando il drenaggio della laguna costiera aperta verso il mare.
Prima di questa bonifica salvifica, un’ombra oscura aleggiava sulla zona: la malaria. Questa terribile malattia causava la morte di ben 200 persone all’anno ad Alghero, gettando un velo di tristezza e paura sulla Nurra algherese. Tuttavia, con il passare del tempo e gli interventi di bonifica, la zona iniziò a risollevarsi, permettendo al Ponte Romano di emergere come un simbolo di resilienza e a Fertilia di nascere e accogliere gli esuli istriani, giuliani e dalmati.
Solo dopo il secondo dopoguerra, però, si sconfisse completamente la malaria in zona con la Fondazione Rockefeller, l’ERLAAS (Ente Regionale per la lotta anti-anofelica in Sardegna) e l’uso sistematico del DDT.
Agli albori del terzo millennio, il Ponte Romano si presentava come un puzzle di elementi frammentati che richiedeva un intervento deciso per preservarne la sua essenza. Grazie a una meticolosa campagna di restauri, il ponte è stato riportato alla sua antica gloria, conservando 13 delle 24 arcate originali con un’architettura sorprendente ad opus incertum, per una lunghezza totale di 180 metri di cui 120 tutt’oggi visibili e percorribili a piedi.
Un momento magico è stato il ritrovamento della moneta da 5 centesimi (del 1862) di Vittorio Emanuele II, re d’Italia, sotto uno strato argilloso, permettendo di risalire alla ristrutturazione dell’arcata tra le pile 4 e 3 durante la metà del secolo scorso.
Questo ponte, carico di mistero e suggestione, continua a incantare coloro che lo visitano, offrendo un viaggio straordinario nel cuore della storia e dell’architettura antica presente sul territorio di Alghero.
@totalguer_official Lo sapevi che… il PONTE ROMANO DEL CALICH a Fertilia. #ponteromano @Alghero Official Account #alghero #fertilia #totalguer ♬ Ocean for Love – Anas Otman
Testo a cura di TotAlguer
Correzioni di bozza a cura dell’architetto dott. Michele Rosa
Fonti:
– Giacomo Oppia, “En lo terme de l’Alguer”, Ed. del Sole, Alghero, 2008, pagg. 268-269 ISBN 978-88-88636-40-5
– AA.VV. – Ambiente e Paesaggio – Progetto LAB.net rete transfrontaliera per la valorizzazione dei centri storici urbani – Arch. Michele Rosa “Dalle valli costiere del Temo e del Mascari al Rio Barca”, Ed. Grafiche Ghiani S.r.l., Cagliari, 2008, pagg. 18-19] ISBN 978-88-903492-2-5 pubblicazione della Regione Autonoma della Sardegna
– A. Pennacchi – Fascio e Martello – Viaggio per le città del duce – Ed. Laterza 2010 – Tavv. XVI – XVII