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Lingua algherese

Una delle peculiarità di Alghero è sicuramente l’uso della lingua catalana frutto di una dominazione durata quattro secoli.

L’egemonia catalana iniziò nel 1354 con la conquista della città da parte della flotta di Pietro detto il Cerimonioso che decretò l’espulsione di tutti gli abitanti algheresi e la loro sostituzione con genti venute dall’interno della Catalogna.

Dopo l’unità d’Italia, il catalano di Alghero rimase isolato dalla madrepatria e se da un lato ha mantenuto la sua arcaicità dall’altro ha comunque subito influenze, del castigliano e del sardo prima, e dell’italiano poi.

Dalla seconda metà del secolo scorso, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, a causa di diversi fattori quali la scolarizzazione, l’immigrazione di persone di lingua sarda, la diffusione di televisione e giornali in italiano si è determinata una diminuzione della trasmissione orale dell’algherese in ambito familiare che ha portato alla situazione attuale con una percentuale di parlanti che si attesta intorno al 20% nonostante la lingua sia compresa da oltre il 60% della popolazione.

Attualmente il catalano di Alghero è stato riconosciuto dalla Repubblica Italiana e dalla Regione autonoma della Sardegna come lingua minoritaria e come tale è oggetto di tutela.

La lingua Catalana

Il catalano è una lingua romanza parlata da più di undici milioni di persone in Spagna (in Catalunya, nella comunità Valenzana, nelle Isole Baleari, nella Frangia d’Aragona, ad Andorra e nel Carxe che è un piccolo territorio della regione di Murcia), in Francia nel Rossiglione in Italia ad Alghero.

Tutta questa area linguistica viene comunemente identificata con il nome di Paesi Catalani.

Il catalano si presenta diviso in cinque grandi dialetti (valenzano, nord-occidentale, centrale, baleare e rossiglionese) frazionati ulteriormente in 21 varietà (compresa quella dell’algherese) che si aggruppano in due grandi blocchi il catalano occidentale e il catalano orientale. Però la normativa stabilita dall’istituto d’Estudis Catalans che ha preso come punto di riferimento l’ortografia, la grammatica e il dizionario elaborati nel ‘900 da Pompeu Fabra assorbe tutte queste differenze nel catalano standard dal punto di vista grammaticale, fonetico e lessicale.

In Catalogna la lingua è parlata dal 47% della popolazione ed è la lingua ufficiale insieme al castigliano.

Nella Comunità Valenzana è la lingua abituale del 25% della popolazione anche se la situazione non si presenta uniformemente in tutto il territorio nel quale coesistono differenti varietà dialettali.

Nelle Isole Baleari è la lingua abituale del 46% della popolazione ed è la lingua ufficiale insieme al castigliano.

Ad Andorra è la lingua propria e unica lingua ufficiale.

Nella Frangia d’Aragona è la lingua abituale di 30.000 persone, il 70% della popolazione del territorio. In questo territorio il catalano non è lingua ufficiale, però dal 1990 ha un riconoscimento nella legislazione autonoma.

Ad Alghero dove attualmente è parlata dal 20% della popolazione. Non è lingua ufficiale ma il catalano di Alghero è stato riconosciuto dalla Repubblica Italiana e dalla Regione autonoma della Sardegna come lingua minoritaria e come tale è oggetto di tutela.

In Francia in quello che viene identificato come Catalogna del Nord, anticamente territorio catalano, il catalano non è lingua ufficiale e ha perso molto nei confronti del francese. È la lingua abituale del 3,5% della popolazione.

Nel Carxe che è un piccolo territorio della Regione di Murcia popolato da immigrati valenzani dove il catalano è parlato da 500 persone anche se non è ufficiale.


In piccole comunità sparse nel mondo fra cui quella dell’Argentina con 195.000 parlanti.


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