Franco con la madre Memore TotAlguer|Sidado Franco Lobrano Memorie TotAlguer|Franco e Clara Memorie TotAlguer

Franco Lobrano 1926-2016

Franco Lobrano, per tutti Francolino, nacque ad Alghero il 3 ottobre del 1926 da Antonietta Sini e Antonio Lobrano. La sua vita si presentò subito in salita perché suo padre, quando aveva solo 14 mesi, decise di cercare fortuna in America lasciando moglie e figlioletto nella cittadina sarda. La ricerca della fortuna fu però più lunga del previsto e passarono vent’anni prima che facesse ritorno a casa senza peraltro avere conseguito a pieno il suo obiettivo.

Franco con la madre Memore TotAlguer

Franco con la madre Antonietta

Così il piccolo Franco fu costretto a crescere e diventare uomo molto in fretta. Ragazzo brillante e intelligente, sebbene di estrazione sociale medio bassa, riuscì a portare a termine la carriera scolastica, diplomandosi al liceo Classico prima e conseguendo la laurea in Giurisprudenza poi. Amante della penna si rifugiava spesso nella scrittura e dava sfogo a tutti i suoi istinti, spesso repressi, per non arrecare sofferenza alla sua mamma, scrivendo racconti autobiografici che rivelavano la sua storia in prima persona oppure i suoi tormenti e afflizioni.

Giornalista per passione, anche se i suoi articoli furono pubblicati perfino da quotidiani nazionali come Il Tempo di Roma, dal 1950 divenne ufficialmente corrispondente per Alghero del quotidiano sassarese Il Corriere dell’Isola. Riuscì a conquistare il posto da redattore grazie a un suo articolo dal titolo “La difesa di un gentiluomo” nel quale sosteneva l’operato del presidente dell’Ente turistico algherese dell’epoca, in seguito a una polemica nata in merito alla costruzione della villa, famosa come fortino Giarabub, di proprietà dello stesso presidente dell’Ente turistico. Cose di ieri e di oggi, ma l’elogio alla difesa di un uomo gli valse il posto in redazione dalla quale ricevette una lettera con cui gli si chiedeva espressamente di diventare un effettivo collaboratore del quotidiano.

Puntuale nel raccontare tutti i fatti di cronaca, attualità, politica e cultura che riguardavano la nostra città era anche pungente, ironico, polemico e pronto a difendere le sue posizioni con quell’intensità che solo un giovane uomo può esprimere, a discapito di chiunque, senza mostrare alcun timore reverenziale.
La sua carriera lavorativa ebbe una evoluzione di primo piano e svolse il ruolo di direttore nella Banca nazionale del Lavoro di Sassari.

Sidado Franco Lobrano Memorie TotAlguer

Franco Lobrano nello spettacolo “Sidado”

Nonostante la grande sofferenza che portava nel cuore era un ragazzo amabile, scherzoso e sempre pronto alla battuta, un vero e proprio istrione che riuscì a esprimere questo suo dono anche in teatro. Nel 1949 fu scelto per il ruolo di protagonista nella prima teatrale del “Sidado”, opera di Gaví Ballero che in seguito ebbe tante altre trasposizioni teatrali. Forte del successo di pubblico, nel 1950, fu anche Carmine, interprete principale, nel “Carrer del buttaio” altra fortunata opera di Ballero.

Vissuto nel periodo del riavvicinamento tra Alghero e la Catalunya passato alla storia con il nome di “Retrobament”, nel quale una nave arrivata direttamente da Barcellona con un gruppo di catalani a bordo fa la sua apparizione nella rada della Riviera del Corallo e amante della sua lingua d’origine con la quale si esprimeva da sempre, tenne fra le atre cose una fitta corrispondenza con giovani provenienti dalla penisola iberica. Fra i suoi documenti, gelosamente custoditi nel tempo, trova un posto d’onore la corrispondenza che mantenne con Jose Ferrè Anglada, ortopedico di Villafranca del Panadès. Nelle loro lettere traspare uno stupore iniziale che si trasforma in emozione per la scoperta di parlare la medesima lingua e in un incontenibile scambio di notizie di attualità e culturali, di libri e autori e tutto ciò che potesse erudire uno sul paese d’origine dell’altro.

Franco e Clara Memorie TotAlguer

Franco con la moglie Clara

Amò moltissimo la sua adorata Clara, alla quale indirizzò lettere straripanti di poesie amorose e alla quale regalò la sua vita e un amore incondizionato, esattamente quello che sua madre non riuscì ad avere dal proprio uomo. Il matrimonio ebbe luogo nel 1957 e dalla loro unione nacquero tre figli.

Purtroppo però “l’abbandono”, il segno con cui era stato marcato a fuoco sin da tenerissima età non volle proprio dargli tregua e gli inflisse un nuovo dolore, il più tragico: nel 1987 perse suo figlio minore che allora era poco più che ventenne. Antonio, creatura dall’animo sensibile portò via con sé un pezzo del cuore di Franco corrodendo inesorabilmente i pensieri della sua amata moglie che si affievolirono pian piano fino a diventare lontani ricordi.
Un beffardo destino il suo che invece di fargli godere i frutti di quotidiani sacrifici gli ha concesso solo di trascinare gli ultimi anni della sua vita.

Il 29 ottobre del 2016 dopo aver compiuto 90 anni si spegne circondato dall’affetto della sua grande famiglia allargata.

Grazie alla sua meticolosità nel conservare e catalogare documenti, articoli di giornale e qualsiasi cosa di interessante gli capitasse per le mani TotAlguer ha l’onore di raccontare uno spaccato di vita algherese dello scorso secolo e condividerlo con voi.

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